Abbiamo incontrato il Maestro Giacomo Franci, pianista e direttore d’orchestra. A Iniziato la carriera in Italia, il paese d’origine. Successivamente ha mosso i suoi primi passi negli States, da li in poi si afferma nel firmamento della musica a livello internazionale. Durante quest’ultimo suo ritorno nel Vecchio Continente non potevamo perdere l’occasione di incontrarlo.
Buongiorno Maestro, la ringraziamo per aver colto il nostro invito, lei ha iniziato la sua carriera in Italia, che ricordi conserva dei suoi albori?

Ringrazio lei, è un piacere. Ho iniziato la mia carriera in Italia dopo gli studi di diploma presso il Conservatorio di Lucca nel 1988 e conseguendo successivamente il Master di pianoforte presso la Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo nel 1989, specializzato in Direzione d’Orchestra presso il Teatro Verdi di Pisa nel 1992. I principali insegnanti di pianoforte sono stati il Mo. Jean Fassinat ed il Mo. Aldo Ciccolini. I principali insegnanti di Direzione sono stati i Maestri: Piero Bellugi, Gustav Kuhn e Norma Panula. Ho debuttato come pianista al Teatro Guglielmi di Massa successivamente ho suonato a Bologna e Torino. La mia carriera mancava della consistenza necessaria per essere sostenuta.
Successivamente in America dove vive stabilmente, com’è stato accolto nel paese a Stelle e strisce?
Ho avuto l’opportunità di trasferirmi a New York nel 1994. All’inizio è stata dura, ma poi, dopo i primi incarichi, è stato possibile affermarmi. Diventando musicista a tempo pieno poi è stato possibile sviluppare una carriera vera e soddisfacente.
Da li in avanti e stato un tripudio di successi in giro per il mondo, ne può elencare alcuni, quelli che sono stati più significativi per il suo sviluppo artistico?
Un particolare ricordo è stato il debutto alla Carnegie Recital Hall nel 1998 che insieme alla critica della rivista Musica in occasione del mio debutto discografico su musiche per pianoforte di Casella hanno lanciato la mia carriera internazionale. In quella critica sono stato paragonato a leggende del pianoforte come Glenn Gould e Michelangeli. Altri due ricordi molto più recenti sono: il tour che ho fatto nel 2019 prima del periodo Covid. L’invito a Shanghai come Direttore ospite della Shanghai Chamber Orchestra (all’ Oriental Art Center – la più famosa sala di concerti a Shanghai). E il Masterclass di pianoforte che ho tenuto a Budapest accanto a Maestri di indiscussa fama mondiale. Ci sono state molte altre esperienze significative ma sarebbe troppo lungo elencarle qui.
Pianista e direttore d’orchestra, in quale veste si sente più a suo agio?
Come Direttore mi sento più a mio agio. Specialmente quando dirigo la mia Orchestra. Non voglio dire che dirigere sia più facile che suonare ma dirigere viene più spontaneo e confortevole per me. Suonare è stato e probabilmente sarà sempre la mia prima passione-amore. La soddisfazione che ricevo quando ho suonato bene verso quando ho diretto bene non è paragonabile. Spesso dirigo dal pianoforte quindi, quando riesce al meglio, combino i due tipi di soddisfazioni.
In America ha fondato una sua orchestra, ce ne parli?
Nel 2004 ho fondato la New York Chamber Players Orchestra così ho combinato il mio talento musicale con il mio talento imprenditoriale. Infatti la carriera di direttore oggigiorno è sempre più legata anche all’aspetto imprenditoriale del direttore stesso. In questi anni mi sono arricchito non solo dal punto di vista musicale ma anche umano. Prima la musica era fatta esclusivamente da 88 tasti. Anche se i tasti hanno certamente il loro fascino, con la direzione ho avuto modo di incontrare nuove personalità sia della musica che del business in generale ( il comitato dell’ Orchestra è composto per la maggior parte da persone di carriere diverse) . Durante questi anni la New York Chamber Players ha suonato nelle maggiori sale da concerto di New York inclusi diversi concerti alla Carnegie Recital Hall.

Lei è sempre in movimento, quindi un buon osservatorio, quali sono dal suo punto di vista le differenze in ambito musicale tra America ed Europa, sia dal punto di vista del pubblico, sia dell’organizzazione?
Il pubblico in Europa, soprattutto negli Stati del nord, partendo dal nord Italia , ha un approccio un pò freddo, distaccato e forse troppo attento a paragonare l’esecuzione dal vivo con le incisioni su disco. Gli aspetti organizzativi riflettono un pò lo stesso atteggiamento del pubblico. In America c’è più entusiasmo e il pubblico è più aperto ad una ricezione più emotiva della musica invece di quella più cerebrale che si trova in Europa. In America è meno complicato realizzare produzioni. La musica è considerata un business dove ci sono contrattazioni chiare senza complicazioni. Un esempio: l’introito dei biglietti dei concerti non è tassato come in Italia dove se ricordo bene viene tassato a più del 33%. Le donazioni che ricevono le Orchestre in America possono essere dedotte dalle tasse ecc.
Il sei gennaio si esibirà in Polonia, nella rinomata città di Zakopane, con il soprano Dominika Zamara e il tenore Simone Liconti.
Si, sono molto contento di collaborare con Dominika Zamara. Questo concerto in Polonia è il primo concerto che segna l’inizio della nostra collaborazione. Non ho mai suonato in Polonia e sono molto eccitato di suonare lì. Spero che questa esperienza smentisca la convezione di un pubblico freddo e distaccato così che io possa cambiare il giudizio sui pubblici del nord Europa.
La terra di Chopin che rapporto ha con questo grande compositore?
Chopin è forse il compositore più popolare fra i compositori classici del pianoforte. A tutti piace la musica di Chopin e tutti, a diversi livelli, capiscono la sua musica. Nelle sue composizioni si uniscono non solo la incredibile bellezza della melodia ma anche il trattamento della componente armonica come della componente della forma. Nella mia esperienza come interprete ho sempre sentito una grande affinità nel modo in cui tratto le sue melodie come nel modo in cui tratto il suo gusto del rubato
I suoi progetti futuri
A marzo suono a Chicago, ad Aprile dirigo alla Carnegie Hall. Nell’estate ho una seria di concerti in Italia incluso l’incisione del sesto CD sulle sonate di Beethoven ( ho in programma tutte le sonate di Beethoven) per la casa discografica Sheva Collection. A Settembre suono a Dallas. Questi sono gli inviti programmati per ora.

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