Negli anni 90 inizia a lavorare come progettista in Medio Oriente e per molti anni il suo incarico lo portò a viaggiare tra tre paesi: l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti e l’Europa. Da li in poi inizia ad ampliare la rosa delle sue attività, analisi territoriali e comunicazione. Ma una cosa lo contraddistingue: un profondo amore per l’arte, che ha da sempre coltivato e che ha portato a essere uno dei massimi esperti.

 

Ha viaggiato molto per lavoro tra Medio Oriente e Occidente, quali sono le differenze sia a livello professionale che umano dal suo punto di vista?

Il Medio Oriente è molto cambiato dagli anni 90, io ho avuto la fortuna di lavorare in 12 paesi di quest’area geografica, e sorrido quando le persone si limitano a considerare questi luoghi come un’unica regione, ogni stato ha le sue tradizioni, culture, lingue apparentemente simili, ma che hanno un lessico e accenti ben diversi.

Anche l’arte è percepita in modo differente in ogni luogo.

Negli ultimi anni Dubai sta diventando un buon punto di riferimento per l’arte internazionale, a mio avviso però, dovrebbe maggiormente valorizzare i propri artisti e non limitarsi al ruolo di contenitore per chi viene dal resto del mondo.

Lei ha svolto e svolge molteplici incarichi, da quale si sente più rappresentato e perché?

Developer, sviluppatore, questo ruolo non è ancora ben chiaro in Italia, in sunto, quando si vedono potenzialità inespresse nel campo dell’arte come in altri, analizzare la situazione per poter poi suggerire le migliori soluzioni per concentrarsi verso obbiettivi raggiungibili in termini di visibilità, riconoscibilità, e anche vendite …

Redattore per diverse riviste, ma vorrei chiederle di “Exit Urban Magazine”, da dove ha è nata l’idea e a cosa attribuisce il successo di questo progetto editoriale?

Come amava ripetere mio padre, il successo di un progetto, spesso risiede proprio nella sua semplicità e facilità di comprensione, e da qui nasce Exit Urban Magazine, pochi artisti, emergenti e storicizzati, in sole 4 pagine, poco testo, un formato riconoscibile al primo sguardo e parole semplici che aiutino ad avvicinare il lettore al mondo dell’arte, spolverandolo e togliendolo dal piedistallo sul quale troppi addetti ai lavori continuano a voler poggiare il concetto di Arte…

Ma non solo questo, anche “Art and Investment e WL Magazine

Sono diversi i progetti editoriali del Gruppo Exit diventati realtà, alcuni trattano solo arte e fotografia come appunto Exit Urban Magazine del quale abbiamo parlato e www.artandinvestments.com, altri come www.wl-magazine.it e il neo nato www.intown-versilia.info  che invece si occupano di life Style, perché in fondo, se volgiamo sdoganare l’arte e renderla a portata di tutti , il primo passo è da ritrovarsi proprio nel posizionarla anche su testate apparentemente non legate al concetto, un invasione di campo che spesso porta ottimi risultat.

     

Oltre a questo lei è anche curatore

Collaboriamo con molti curatori, ed ognuno ha un suo stile, un suo lessico, un suo modo di credere, vivere e scrivere di arte, amo l’arte da sempre e ho ritenuto in più di un’occasione di scrivere testi per artisti o per mostre, ma in modo diretto e semplice, il modo migliore, a nostro avviso, per arrivare a chi, troppo spesso si sente inadeguato nel leggere testi e pensieri troppo complicati, in fondo, parlare di arte deve essere solo una chiave d’accesso per il fruitore che poi da solo potrà godere nell’osservare un’opera, perché ricordate non esiste l’arte bella o brutta, ma quella che ti arriva , e nessuno ha il potere di scegliere per voi cosa vi piace e cosa no, i fattori sono molteplici e diversi, ognuno di noi ha un suo vissuto  che incide inevitabilmente nel percepire l’opera che abbiamo di fronte.

Raccontare la vita di un artista per meglio far comprendere certe sue scelte è una cosa, ma quando descrivi un’opera, dovresti limitarsi a far notare i dettagli e lasciare il resto a chi ha di fronte…

    

Qual è il suo rapporto con l’arte e con gli artisti?

Con l’arte diretto e senza barriere, parlo e sparlo dell’arte, perché ricordate bene, è un mondo splendido, ma non estraneo a ombre che spesso rischiano di offuscare luci intense…

Da settembre riprendo i miei interventi in due radio che mi hanno dato uno spazio, nel quale posso dire la mia, senza censure…forse anche per questo, non sono simpatico a tutti.

Ogni artista ha un suo mondo, non è sempre semplice dialogare con, loro, e comunque anche in questo caso devi fare una scelta, un conto, da editore è pubblicare una artista che ritieni interessante con curatela di altri,  un conto è seguirlo e consigliarlo, se non è nelle tue corde, il mio consiglio e di lasciar perdere, esiste un curatore per ogni artista, quindi se senti di essere lontano per visione creativa e modus pensandi da un artista, ringrazia e passa oltre, altrimenti vi farete male enterambi.

Che cos’è per lei l’arte?

Libera espressione di se stessi…

Mi sembra d’obbligo una domanda, alla luce della collaborazione con il giornale polacco “Pressmania” come vede la Polonia sia dal lato artistico che come paese?

Interessante, ed è per questo che abbiamo scelto di iniziare questa collaborazione, anche per dare la giusta visibilità a talenti che arrivano dalla Polonia, intendiamoci, nessuno ha la bacchetta magica, ma di certo comunicare nel giusto modo in Italia e, laddove possibile, mettere in contatto gli artisti con buoni galleristi che abbiano nella loro linea editoriale le stesse scelte stilistiche, puà essere un buon punto di partenza.

Per quanto riguarda i vari scambi di articoli tra le due testate anche non in campo artistico, lo trovo molto stimolante, fare da poste tra due culture spesso riserva piacevoli soprese…

E devo dire che ogni volta che condividiamo un articolo su Pressmania e informiamo le persone interessate, sono tutti piacevolmente sorpresi.